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Galatina, venerdì 12 gennaio 2018 EDITORIALE

PREPARIAMOCI

A VOTARE

Schede elettorali, in tipografia si lubrificano le rotative

 

Il voto politico si avvicina e le macchine delle nostre tipografie, le abbiamo viste, le si riattrezzano e ricollaudano per l'importante lavoro di stampa delle schede elettorali che la prefettura di Lecce commissionerà a giorni per le esigenze di tutto il Salento. Il voto è la chance democratica più importante in diritto e in dovere ai cittadini per contribuire a rifondare un’idea di governo del Paese stabile e decisiva. Ma una delle insidie che esso deve evitare o affrontare e sconfiggere è il contrabbando da parte dei partiti e movimenti di fanfaronate date come panacee per risolvere i problemi che sono sotto gli occhi dei cittadini in ogni dove della penisola.

“Vi daremo un bonus famiglia”, “vi daremo un bonus primo lavoro”, “vi daremo un bonus risparmio” e così via, roba da mordi e fuggi, e intanto le essenziali tematiche sul tappeto restano ai margini dell’impegno più serio e costruttivo. Occorre invece con urgenza ricostruire un progetto per il lavoro, anzitutto dei giovani, progetto che anticipi qualunque bonus che si mettesse a disposizione da parte dello Stato e, Dio volesse, dei sindaci; una impostazione di attività primarie a livello nazionale, regionale e civica, di un lancio, di un manifesto della rinascita curato dalle intelligenze economiche e dalle imprenditorialità più esperte che si mettano a disposizione.

Senza il lavoro, che è l’intuizione prima della Costituzione (repubblica fondata sul lavoro), tutte le aspettative sono solo illusione.

I candidati alle elezioni giocano spesso la carta delle promesse facili di far questo e quello, miranti alla presa del consenso da portamonete poi smentite dalla carenza dei conti pubblici ad ogni livello. «Non ti fidar, ragazzo mio, di quelli che ti promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o sono imbroglioni» è l’avvertenza data dal Grillo parlante a Pinocchio.

E Alberto Mattioli (Avvenire.it) scrive:“Onestà e competenza sono la faccia della stessa medaglia” e aggiunge: “La questione nodale è che la ripresa possa consentire un cambio di marcia per le politiche del lavoro. Anziché qualche euro in più in tasca occorre offrire agli italiani, e soprattutto ai giovani, buone e stabili occupazioni. Bisogna limitare la precarietà che ha consentito alle imprese il massimo della flessibilità e puntare alla massima espansione del lavoro tendenzialmente stabile. Il Governo può offrire strumenti tecnici e fiscali, può favorire investimenti e attrazione di capitali esteri, ma ciò dev’essere di un progetto che coinvolga tutte la parti in causa, imprenditori e parti sociali. Occorre un ‘Patto sociale per il rilancio del lavoro’“.

Se stiamo al nostro territorio, Galatina e dintorni, ci accorgiamo a vista d’occhio della crisi, anche numerica, delle nostre storiche industrie, alcune fagocitate dalle grandi produzioni nazionali ed estere, altre che boccheggiano, mentre avrebbero bisogno di investire capitale per una modernizzazione necessaria a competere almeno in ambito regionale e provinciale. La vicina Albania con lo spirito di ricostruzione che la ha animata, ha favorito, ma quanto?, qualche nostra impresa. Ma quel che avvertiamo come uno schiaffo è lo stato di isolamento e di indebitamento, cui aggiunge di suo una politica del divieto strapunito fiscalmente.

Noi osservatori - incompetenti ma non disattenti - scriviamo sul metro della nostra sensibilità e di una conoscenza approssimativa della realtà locale, e tuttavia ci chiediamo se esistano delle possibilità collaborative tra aziende dei nostri piccoli centri, tra Comuni che vogliano consociarsi per un progetto di rilancio del lavoro del turismo e dei beni culturali; se, per esempio ci siano delle risorse che ci consentano di sfruttare la nostra centralità geografica - parlo di Galatina - per avvicinare a noi l’influsso benefico dei due mari, ionico e adriatico, sul piano dell’offerta alberghiera, climatico-ambientale, artistica e dello sviluppo autostradale con una bretella diretta più veloce Maglie-Galatina, che avvicini il boom del turismo Otrantino alla nostra cittadina che molto ha da offrire per essere una Città d'Arte, e che arte!

I candidati al voto politico, che a Galatina mietono voti a bizzeffe, se pur coi piedi per terra e con viste acute, qualità più che mai necessarie per buone classi dirigenti, individuino per la nostra Città uno due campi di vero interesse e ce ne assicurino una vera e propria "aggressione"; e a noi il compito di non farci ingannare dai pifferai e prepararci a scegliere bene.

D. Salvatore Bello

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

Il tempo dell'utopia

E se i 24.000

e passa elettori di Galatina votassero tutti un sol nome

per il Senato

ed un sol nome

per la Camera

graditi entrambi

a tutti i partiti

e i movimenti?

 

 

Galatina tornerebbe ad avere

i suoi parlamentari

che diversamente non avrà mai

per essere divenuta serbatoio

a cui attingono da fuori; e se pur degni, presi i nostri voti

come sempre si distanziano del tutto

dal nostro perimetro urbano

e dalle urgenze del nostro paese.